DAIJIRO CONTRO VALENTINO. Episodio 1

“What if…”

🎙️Se Daijiro Kato fosse rimasto in vita dopo l’incidente di Suzuka nel 2003, la storia della MotoGP avrebbe potuto prendere pieghe molto diverse, sia dal punto di vista sportivo che umano. Sarebbe potuto diventare il primo giapponese a vincere un titolo nella top class. Con il supporto tecnico della HRC e il suo stile fluido e aggressivo, avrebbe dato filo da torcere a Rossi, Biaggi, Gibernau e più avanti anche a Stoner e Lorenzo. Dopo aver dominato la classe 250cc nel 2001 con 11 vittorie in 16 gare (record ancora imbattuto nella categoria), il suo passaggio in MotoGP con la Honda Gresini lasciava presagire un futuro da protagonista assoluto.


Daijiro era l’astro nascente del Sol Levante.
Era il Pilota sul quale HRC aveva fatto all-in. Certo Valentino Rossi era il Pilota di punta ma Kato era “di casa”.
Non è un caso che ricevesse gli stessi aggiornamenti di Valentino Rossi, eppure Daijiro era nel Team clienti Gresini.
Mai un “clienti” aveva ricevuto tale trattamento da Honda, ripenso a Cadalora e Biaggi.


Con Daijiro era diverso, aveva dominato la 250, aveva vinto già due volte a Suzuka ed era l’idolo Honda per eccellenza.

Daijiro stava diventando una figura molto ingombrante e nel 2003 avrebbe davvero lottato per il Titolo Mondiale, probabilmente vincendolo e diventando a tutti gli effetti quel rivale che è mancato a Valentino.

Valentino Rossi non “soffriva” apertamente l’attenzione che HRC riservava a Kato, ma era consapevole che in Giappone c’era un progetto molto ambizioso attorno al talento di Daijiro.
E questa consapevolezza non lo lasciava del tutto indifferente.
Sapeva che i giapponesi avevano un’enorme voglia di avere un campione nazionale nella top class.

Kato non era un semplice pilota satellite: era considerato internamente “il futuro” di Honda, un progetto costruito per vincere.
Honda iniziava a dividere risorse, test e sviluppo su più piloti, cosa che Valentino non vedeva di buon occhio.

Infatti, anche se mai in modo esplicito, Rossi ha sempre voluto un team cucito su di sé, con pieno controllo tecnico e una squadra tutta per lui. E questo malcontento latente verso la gestione HRC esploderà proprio a fine 2003, quando Valentino deciderà di lasciare Honda per Yamaha.
Sebbene non ci fosse rivalità diretta tra Rossi e Kato in pista (si sono incrociati solo per una stagione in top class), Rossi capiva che il supporto tecnico dato a Kato era una potenziale minaccia futura. Honda stava praticamente crescendo in casa un anti-Rossi giapponese, e questo non poteva piacere del tutto a un campione abituato ad avere il monopolio dello sviluppo.

Per la cronaca, non fu la prima volta che Valentino lasciò una casa costruttrice che voleva mettere sulla sua stessa moto un altro fenomeno. Successe anche qualche anno più tardi in Yamaha, ma di questo ne riparleremo…

©️ Francky Longo


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