Il primo GP dell’anno 2026, l’ultimo della “stirpe” Michelin (ringraziando gli Dei), è stato dominato da Marco Bezzecchi. Imprendibile.
Se nella Sprint aveva commesso un errore ad inizio gara qui è stato impeccabile. Nulla ha potuto uno stoico Pedro Acosta, più giovane vincitore nelle Sprint ed attuale leader del Mondiale. Nulla ha potuto Marc Marquez, fermato da Simon Crafar il sabato e dalla gomma Michelin la domenica. Oggi il 93 non avrebbe mai vinto, bensì sarebbe arrivato sul podio ed avremmo visto un’altra lotta con Acosta per il secondo posto. Raul Fernandez, in quel momento secondo, perdeva mezzo secondo al giro da Acosta e Marquez che avevano guidato con più parsimonia nelle faso iniziali della gara. La casa di Noale ne piazza quattro (tutte) nella TOP5 con la sola eccezione di Acosta e la sua KTM. Abbiamo rivisto finalmente Jorge Martin, seppur per pochi giri, che si sta adattando bene alla RS-GP. Sono convinto che una volta in forma sarà un bel problema per tutti, compreso Bezzecchi. Di certo l’Aprilia ha beneficiato dalla gomma posteriore che qui ha portato Aprilia, la stessa che portò in Indonesia costruita ed introdotta per i problemi legati al caldo.
Yamaha non pervenuta. È imbarazzante parlarne perché oltre ad un progetto tecnico ormai vetusto, ha creato un opera (V4) che sicuramente sta utilizzando per altro.
Se in Yamaha piangono, in Honda non ridono di certo. Mir si è ritirato per problemi alle gomme e la prima Honda è quella di Marini che ha chiuso decimo a 20 secondi. Praticamente sono tornati dove li avevamo lasciati.
In casa KTM è ancora più tragica. Senza Acosta sarebbero addirittura dietro le Honda, con Binder che si è beccato 17 secondi dal vincitore, Bastianini 24 e Vinales addirittura 36. Solamente Pedro Acosta riesce a “domare” la RC16 e rifila distacchi abissali ai compagni di marca. Ben 12 a Binder, 19 a Bastianini e 30 a Vinales.
Infine veniamo a Ducati. Ogni tanto capita un weekend dove misteriosamente tutte le Ducati o quasi scompaiono. Nel 2025 era successo a Silverstone ed a Mandalika. Quest’anno siamo già partiti così, anche se senza il problema di Marc non avremmo dato tutto questo peso.
Per la prima volta dopo 88 Gran Premi non c’è una moto di Borgo Panigale sul podio, chiudendo una striscia che durava da 4 anni. È stata solamente sfortuna, perché Marc Marquez nonostante tutto avrebbe finito sul podio e con un eventuale secondo posto sarebbe stato già in testa al Mondiale. La prima Ducati è stata Di Giannantonio, ad oltre 16 secondi. Poi Morbidelli ed infine Bagnaia. Caduto Alex Marquez.
Ora la domanda che vi pongo è la seguente: Cosa diamine è cambiato rispetto alla Thailandia 2025!? Lei, la gomma. Una moto dominante non “impazzisce” da un anno all’altro, l’unica cosa che cambiava era proprio lei.
La decisione di portare la gomma con carcassa più rigida mira a garantire prestazioni stabili e sicurezza su una delle piste più impegnative del campionato, garantendo una maggiore resistenza della carcassa.
Lascio giudicare a voi…
La gomma posteriore di Bagnaia a fine GP
Comunque un dato interessante, da quando Michelin ha portato questa carcassa la Ducati ha bucato due gomme nel giro di 3 GP (Malesia 25-Thailandia 26)..
Tra 20 giorni si corre in Brasile, circuito nuovo per tutti.Sarà interessante sapere che “carcassa” porterà Michelin e vedere se Ducati sarà ancora così dietro..
2184 giorni dopo. 4 operazioni al braccio destro. Sei anni. Sei anni di cadute, dolori, operazioni, dubbi. Sei anni in cui il mondo intero ha pensato che il tempo del campione fosse finito.
Da Jerez 2020 sembrava che il destino gli avesse voltato le spalle. In Thailandia 2019 l’ultima gioia, battendo all’ultimo giro Fabio Quartararo. Poi io baratro. Ogni infortunio era un colpo, ogni intervento un passo indietro. C’era chi parlava di ritiro, chi diceva che il fuoriclasse di Cervera non sarebbe mai tornato lo stesso.
Ma oggi, Marc ha riscritto la storia. Non solo ha vinto un Mondiale dominandolo… Ha vinto contro il dolore, contro la paura, contro il tempo stesso.
Questa non è solo la vittoria di un pilota. È la vittoria di un guerriero. Di un uomo che ha trasformato le cicatrici in medaglie, le lacrime in benzina, la sofferenza in gloria.
Dopo 6 anni, Marc Márquez torna sul tetto del mondo. E questa volta non è solo un titolo ma è la più grande rivincita della sua vita.
Il più grande ritorno nello sport. Dorna lo ha paragonato a quelli di Laura, di Jordan e di Monica Seles. Io lo paragono a quello di Hermann Maier, anche se questo ritorno di Marc non ha assolutamente eguali. Neanche quelli di Sheene e Doohan, rimanendo in campo motociclistico, sono paragonabili.
Ha battuto Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Nicky Hayden nella prima “vita” motociclistica. Poi Jorge Martin, Francesco Bagnaia, Fabio Quartararo, Joan Mir nella seconda “vita” Tra la prima e la seconda Marc Marquez ha battuto ben 7 Campioni del Mondo della MotoGP, oltre che a Piloti come Pedrosa, Dovizioso e Pedro Acosta.
È andato nella tana del lupo, è andato dopo un anno in clienti nel Team costruito e plasmato ad immagine e somiglianza di Pecco Bagnaia, che quella moto la guida della stagione 2019 (sempre avuto moto Factory), è lo ha letteralmente distrutto.
Potrebbe anche ritirarsi domani. Il Re è tornato, ed ha dimostrato a tutti che è unico e solo.
10 Lode, 10 GP vinti, 10 punti. Tanto basta a separare Marc Márquez dal titolo mondiale, che potrebbe arrivare proprio in Giappone. Ad inizio stagione avevo immaginato questo scenario: la vittoria di Marc a Motegi, come chiusura di un cerchio, come realizzazione di un desiderio. Un desiderio di campione, di cui vi avevo parlato già qualche articolo fa.
Lo scorso anno, al GP del Giappone, Marc si presentò con il Daruma disegnato sul casco. Un solo occhio colorato, segno di una promessa ancora da mantenere. In questo 2025, invece, immagino quel Daruma con entrambi gli occhi dipinti. Perché il desiderio sarà stato esaudito. Esaudito grazie alla forza straordinaria di un campione che ha dimostrato di saper rinascere dalle proprie ceneri, dagli infortuni e persino dai propri errori. Ne ho parlato anche qui sul blog, in uno degli articoli precedenti.
Gli errori che forgiano un campione
Errori che hanno segnato la carriera di Marc Márquez. Perché sì, Marc ha sbagliato spesso. Ma chi non sbaglia? Chi non commette errori? Io persone perfette non ne conosco, e tantomeno conosco piloti perfetti. Nel corso della mia lunga passione per il motorsport a due ruote ho visto tantissimi sbagli, ma la parte più affascinante è sempre stata la rinascita che ne segue.
Marc ha saputo rimettersi in gioco, anche rifiutando contratti milionari pur di salire su una moto che gli permettesse di dare il 100% in pista. È questa la forza che distingue un vero campione.
Ungheria: tutti alla pari
Il Gran Premio d’Ungheria, disputato al Palaton Park, si presentava come una sfida nuova per tutti. Si era parlato molto dei test con moto stradali, nei quali Bagnaia era risultato appena più veloce di Marc per pochi millesimi. Ma erano tempi non ufficiali, poco più che curiosità.
Al via del weekend, la situazione era chiara: nessuno aveva riferimenti, nessuno conosceva i punti di frenata, le rapportature o i parametri elettronici da utilizzare. Tutti partivano da zero. E ancora una volta, Marc Márquez ha dimostrato di essere il pilota più forte del mondiale.
Dominio totale
Il GP d’Ungheria è stato un monologo: pole position, giro veloce, record del circuito, vittoria nella sprint e vittoria in gara. Nessun rivale è stato in grado di impensierirlo.
Il tracciato, stretto e tecnico, con un layout completamente diverso dagli altri del calendario, ha messo in risalto sia le caratteristiche delle moto sia quelle dei piloti. Essendo uno “stop and go”, ha esaltato l’abilità di Marc, ma anche i punti di forza della Honda. Luca Marini, infatti, ha chiuso un weekend brillante con due top 5.
Il risultato finale racconta bene l’equilibrio tra i costruttori: nella top 5 troviamo Ducati con Márquez, KTM con Acosta, Aprilia con Bezzecchi e Martin, e Honda con Marini. La prima Ducati, dopo quella di Marc, è stata quella di Franco Morbidelli.
Ducati e il valore dei dati
È stato un weekend in cui Ducati ha sottoperformato, e questo ci riporta a un concetto fondamentale: in MotoGP i dati fanno la differenza. Lo avevo già sottolineato parlando del circuito di Brno: l’influenza delle informazioni raccolte sul consumo gomme è cruciale.
In Ungheria la Ducati ha faticato, ma non per colpa della moto, come qualcuno dirà. La causa è stata la mancanza di dati. Perché Ducati ha costruito la propria superiorità proprio sulla raccolta e l’elaborazione delle informazioni, che sono diventate il suo vero cavallo di battaglia.
👉Con questo weekend, Marc Márquez non ha soltanto dominato un nuovo circuito, ma ha ricordato al mondo perché i campioni si misurano nella capacità di adattarsi, sbagliare, rialzarsi e vincere di nuovo.
"Qui con le Panigale sono andato forte, c'è chi è addirittura caduto due volte.Poi in gara le prende anche da Pol Espargaro, che la domenica intervista i Piloti sul pulmino scoperto lungo la pista"
Da domani è “Race Week” Il Motomondiale è tornato e con lui son tornate gioia, apprensione, dubbi e paura le sul Pilota preferito di ogni appassionato.
Questi test cosa ci dicono!? Praticamente Marc Marquez, nonostante il virus intestinale e la scarsa preparazione fisica (dovuta allo stop forzato dopo l’operazione), ha fatto capire a tutti che è il Pilota da battere anche nel 2026. Sarà un remake del 2025, sempre che qualcuno non lo prenda nuovamente in pieno nella carena, sia chiaro… Per la Thailandia ha il potenziale per vincere, ma ho dei dubbi sulla tenuta nella gara lunga. Dovesse vincere domenica prossima sarebbe un impresa incredibile.
Quanto agli altri vedo Francesco Bagnaia come unico vero rivale per il decimo. Nessun altro. Correrà libero da pressioni, visto che andrà via. Correrà con una gran figuraccia già sul groppone, dopo esser stato “distrutto” nel 2025. Non avrà nulla da perdere.
Alex Marquez invece avrà molta pressione addosso, poiché dovrà confermare il risultato dello scorso anno. Pressione che potrebbe portarlo all’errore con più frequenza rispetto al 2025. È il mio favorito per la Thailandia ed in questi test si è nascosto. Idea molto personale.
Discorso Bezzecchi. Ha il potenziale per lottare per il Mondiale ma l’Aprilia non ha ancora la moto per il Mondiale. Il problema è il finale di gara, dove Ducati ha un vantaggio notevole poiché riesce ad arrivare con più gomma. Se osservate la simulazione di Bezzecchi, fatta quest’oggi, noterete un innalzamento repentino dei tempi sul finale. Voi direte “la simulazione di Marco è più veloce di quella della gara di Marc del 2025”. Nulla di più errato. In gara lo scorso anno c’era una temperatura dell’asfalto di 50°, questa mattina era 40°. Ben dieci gradi in meno, una differenza abissale sulla tenuta di gara, in termini di deterioramento degli pneumatici.
Acosta potrà essere una spina nel fianco in ogni gara, soprattutto ad inizio gara essendo un Pilota che entra e non chiede permesso e la KTM è molto ostica da superare. Sul finale di gara però si spegnerà, se avrà la capacità di gestire la prima parte di Campionato potrà finire sul podio Mondiale. Da tenere d’occhio Vinales, soprattutto nella prima parte di stagione, che ha un entusiasmo ritrovato ed è migliorato molto rispetto al 2025 con il feeling di guida.
Honda e Yamaha saranno troppo impegnate sul fronte 2027 per concentrarsi a pieno ritmo su questa stagione. Non saranno mai della partita per giocarsi qualcosa.
Il Motomondiale è tornato. #MotoGP #PorFueraGP #BuriramTest
È passato un anno ma i valori in campo sono rimasti invariato. Neanche la pioggia della domenica ha fermato la maestosità di Bulega sulla Panigale V4 del Team Aruba Ducati. Ha danzato per l’intero weekend, dominando ogni turno di prova, di qualifica ed ogni gara. Leggiadro, forte, deciso sul circuito più bello del Mondo, probabilmente per l’ultima volta perché anche la SBK così come la MotoGP sembra poter cambiare sede nel 2027 andando a correre al Bend Motorsport, sede di una tappa del Campionato Australiano SBK. Direte “Senza Toprak è tutto più facile”, rispondo vero ma Toprak non c’è più ed è inutile parlarne, anche perché Niccolò lo scorso Mondiale se l’è giocato fino all’ultimo. È stato un weekend molto buono per Yari Montella del Team Barni di Marco Barnabò, al netto della caduta in gara due in cui ha peccato leggermente d’esperienza, ha dimostrato di meritare un posto nel Mondiale. Per lui un 2° posto in gara 1 ed un 4° in Superpole Race.
Nota personale di merito anche per il Team GoEleven che aveva l’arduo compito di sostituire un Pilota come Iannone. L’hanno fatto egregiamente con Lorenzo Baldassarri. L’ex Pilota Moto2, della quale ricordo con piacere la favolosa partenza del Mondiale Moto2 2019 (con tre vittorie nelle prime quattro gare), ha ottenuto un ottimo podio in gara 1.
Una personale nota di merito per il Pilota britannico, Tarran Mackenzie sulla Ducati V4 del team di Michael Galinski (MGM Racing Performance Team). L’ex Campione britannico Superbike (2021) e britannico Supersport (2016) aspettava solamente una moto competitiva ed un occasione. L’ha avuta e non ha deluso.
Ducati ha dimostrato di essere la moto da battere in questo 2026, monopolizzando il podio in gara 1, con Montella e Baldassarri (rookie) arrivati alle spalle di Bulega. In gara 2 anche Alvaro Bautista sale sul podio, diventando dopo Max Biaggi il più “anziano” a farlo. Per Alvaro un weekend in chiaro scuro in cui ha trovato la luce grazie alla pioggia della Domenica ed all’esperienza nel gestire la corsa, cosa che è mancata al compagno di Team Yari Montella che comunque è stato tutto il weekend davanti al veterano spagnolo.
Weekend dalle note positive sicuramente per Bimota, chiaramente seconda forza dopo la Ducati qui a Phillip Island, con Axel Bassani che si prende il podio in gara due. A podio entrambe le Bimota addirittura nella Superpole Race. Sia Bassani che Lowes sono apparsi in palla per tutto il weekend dimostrando la bontà del progetto Bimota. Chi delude è senza dubbio la Yamaha, almeno qui a Phillip Island. Praticamente non si è mai vista, in nessun turno di prove, in nessun momento della gara. Soltanto la pioggia della domenica ha mitigato la colossale figuraccia di questo weekend, con Locatelli che finisce 5°. Per il resto sempre nelle retrovie la moto di Iwata. Non parliamo di Honda perché la catastrofe si accentua, se non fosse che ha entrambi i Piloti (Dixon e Chantra) infortunati ed ha corso praticamente con le riserve, il giapponese Nagashima e l’ex Pilota BSB Ryan Vickers. Pochissima roba anche l’unica Kawasaki in pista, quella del Team Puccetti che purtroppo non ottiene risultati di rilievo. Lato BMW onestamente c’è poco da stare sereni anche se personalmente vedo molti margini di miglioramento soprattutto sul lato Oliveira. Il portoghese partiva ultimo praticamente a causa di un problema in qualifica, ma in tutte le gare ha messo in campo una rimonta davvero buona Pensate che in gara 1, dall’ultima posizione, ha ripreso Petrucci che partiva 6° e gli ha dato un secondo e mezzo al traguardo…
In conclusione questo weekend ci dice che la Ducati è davanti anni luce. Poi c’è la Bimota che può contare su una coppia di Piloti esperta e con un Team di assoluto valore alle spalle. Seguite dalla BMW che dovrà crescere e fare amalgamare entrambi i Piloti con la mille tedesca. Infine le giapponesi, ahimè nobili decadu te di un Motociclismo che sta cambiando sotto ai nostri occhi.
[MotoGP – Ducati] Merita una Ducati ufficiale!? Assolutamente si. L’ha avuta. Merita un posto nel Team Factory!? Assolutamente si, ma non lo avrà.
E non dobbiamo stupirci. È già successo. Così come non l’ha avuto Jorge Martin, che aveva fatto addirittura meglio di Alex Marquez. Il punto è che analizzando gli ultimi Team Ufficiali Ducati, partendo dallo stesso Bagnaia, passando per Bastianini, Petrucci ed infine Miller, credo che Alex abbia di gran lunga superato tutti questi Piloti in termini di risultati nell’anno precedente alla loro promozione nel “Team Ufficiale”.
Danilo Petrucci c’è arrivato nel 2019 addirittura dopo una stagione (2018) in cui aveva fatto un solo podio e qualche piazzamento in Top5. Bagnaia è approdato in Lenovo nel 2021 dopo una ultima stagione in Pramac (2020), in cui non aveva combinato praticamente nulla se non un podio a Misano, finendo 16° nel Mondiale. Miller è arrivato bello stesso anno di Bagnaia (2021), perlomeno nella stagione della “promozione” (2020) aveva conquistato quattro podi, il doppio dei punti di Pecco e finito quasi sempre vicino alla Top5… Enea Bastianini è approdato nel 2023, dopo almeno una stagione (2022) in Gresini in cui aveva dimostrato sprazzi di enorme talento vincendo 4 gare e finendo 3° nel Mondiale davanti al Pilota ufficiale Jack Miller.
Riassumendo, tra Petrucci, Bagnaia, Miller e Bastianini è stato proprio quest’ultimo a “fare di più” e meritare più degli altri un posto nel Team Ufficiale. Considerando che la Ducati è una moto competitiva ed al Top dal 2017 e che ha vinto con tutti i Piloti ufficiali (Dovizioso, Lorenzo, Petrucci) avuti prima di Bagnaia, non sono il tipo da bersi la storiella che “la moto vince grazie a Bagnaia”. Francesco ha trovato una moto già vincente e c’ha vinto due Mondiali, perdendone addirittura tre (2021/2024/2025). Ma questa è un’altra storia, di cui parleremo a fine stagione.
Ora vi chiederete perché Alex Marquez non può andare nel Team Ufficiale!? Per lo stesso motivo per il quale non c’è andato Jorge Martin. Sulla piazza c’è qualcuno più forte di lui che ambisce a quel posto. L’offerta di Ducati, per Alex Marquez, sicuramente sarà quella di diventare Pilota “Ducati Corse” e rimanere in Gresini con trattamento “full Factory”, la stessa che era sta fatta ad Jorge Martin per il 2025. Jorge Martin ha rifiutato, per l’esame maestà ovviamente visto il Mondiale vinto. Alex Marquez cosa farà, andrà via!?
Certo ha tutte le carte in regola per guidare la moto del Lenovo Ducati Team, in rosso al fianco del fratello. Ma non sempre le cose vanno per come si vorrebbe… Per Ducati l’occasione, ghiotta a mio avviso, di avere anche Pedro Acosta al fianco di Marc è irrinunciabile.
Quindi a meno di un Acosta da un altra parte (HRC) o di Marc in un altro posto (ritiro o HRC), non vedremo mai Alex Marquez vestirsi di rosso… #MotoGP #PorFueraGP
🔴 Finiti i test a Sepang. Grazie per averci seguito.
Fine Test – Tempi finali
🔴 MARCO BEZZECCHI!!!!! 1.56.526
🔴 È tempo di time attack per qualcuno.
🔴 10.00 in pista Marc Marquez, Pedro Acosta e Marco Bezzecchi
🔴 09.07 PEDRO ACOSTA IN 1.57.661!!!!!
🔴 08.45 Solamente tre Piloti sotto al 1:57 qui a Sepang e sono tutte Ducati. Alex Marquez con un tempo stratosferico sembra inavvicinabile, Marc Marquez dopo quattro mesi di stop è incredibilmente veloce proprio in una pista che, per caratteristiche di guida, è più congeniale ad Alex ed a Bagnaia. Il 93 è secondo con il tempo di 1.57.602 davanti proprio a Bagnaia che ha chiuso in 1.57.726.
🔴 TEMPI ALLE 08.30
🔴08.06 MARC MARQUEZ IN 1.57.602 si porta in P2, tempo incredibile anche il suo.
🔴 08.05 ALEEEEEEEX MARQUEZ RECORD DELLA PISTAIN 1.57.295. Il Pilota di Gresini distrugge il precedente record del circuito di Sepang.
🔴 08.00 PEDROOOOO ACOSTA!!! IN 1.58.073 si avvicina alle Ducati e si mette in Top5.
🔴07.46 MARC MARQUEZ IN 1.57.602, tempo incredibile del 93. Abbassa il magnifico tempo di Bagnaia.
🔴07.11 BAGNAIAAAAA!!!! 1.57.726
🔴 06.35 in pista per il turno pomeridiano scendono Di Giannantonio, Vinales, Marini, Moreira e Mir.
🔴 SESSIONE 1 COMPLETATA. I tempi alle 06.00
🔴 TEMPI ALLE 05.00 – Marc Marquez in 1.56.898!!!
🔴 04.45 È tornato in pista Marc Marquez, guardando i parziali sembra sto facendo una simulazione sprint.
🔴 04.36 Al momento in pista Alex Marquez, Morbidelli, Fernandez, Pedro Acosta, Ogura, e le Yamaha di Rins e Razgatioglu.
🔴 Dopo un ora e mezza di test, ed un primo time attack nelle prime 6 posizioni ci sono tutte e cinque le Ducati. Unica eccezione è l’Aprilia di Bezzecchi in 4^ posizione.
🔴 04.33 FRANCO MORBIDELLI in 1.57.130 si mette in 5^ posizione davanti a Marc Marquez, time attack anche per il pilota VR46.
🔴 04.26 In pista scende Francesco Bagnaia
🔴 04.00 Il record della pista di Sepang risalente al 2023 verrà frantumato quest’oggi e non mi sorprenderebbe vedere qualcuno girare sul 1.55 a Sepang. Prima ora di test in cui la Ducati è padrona incontrastata con 4 moto nelle prime 5. Solamente Bezzecchi prova a contrastarle.
🔴 TEMPI ALLE 04.00 DOPO UN ORA DI TEST
🔴 Alex Marquez sigla un tempo mostruoso ad un passo dal record della pista in 1.56.402 risponde al grand tempo di Fabio Di Giannantonio in 1.56.785. Botta e risposta tra il Pilota Gresini ed il Pilota VR46!!!!
🔴03.56 ALEEEX MARQUEZ IN 1.56.402!!!!!!!
Fabio Di Giannantonio con aero ibrida 25/26
🔴 03.53 FABIO DI GIANNANTONIO in 1.56.785 si prende la testa della classifica. Gran tempo di Fabio.
🔴 03.46 FRANCESCO BAGNAIA in 1.56.929!!! Si porta in testa ed è il primo a scendere sul 56.
🔴 03.37 DI GIANNANTONIO in 1.57.081!!!
Marquez ha fatto il tempo con Ibrida-mix 2026 (carena laterale 2026, cupolino e ali della 2025)
🔴 03.35 MARC MARQUEZ in 1.57.282!!!! Successivamente in 1.57.170!!!! Run molto veloce per il 93 che è stato velocissimo nel primo settore con una velocità di punta di 340 km/h girando da solo.
🔴 TEMPI DOPO 30 MINUTI DI PROVE
🔴 03.29 BAGNAIA in 1.57.222, altro giro sotto al 58.
🔴03.28 FRANCESCO BAGNAIA in 1.57.460 si porta al 2° posto subito dietro Bezzecchi.
🔴 03.27 MARCO BEZZECCHI!!!!! Tempo di 1.57.026 consolida la prima posizione.
🔴 PEDRO ACOSTA in 1.58.295
🔴03.26 AI OGURA in 1.57.946 si mette alle spalle di Raul Fernandez.
🔴 03.24 RAUL FERNANDEZ in 1.57.708!!!! E continua ad abbassare, primi due settori sono rossi.
🔴 03.23 Problema tecnico per la Honda di Luca Marini
🔴 03.18 BEZZECCHI in 1.57.267 abbassa ancora in crono, è partito a razzo il Pilota Aprilia.
🔴 03.15 MARC MARQUEZ in 1.58.060 parte subito forte e si mette alle spalle di Joan Mir che è in testa con 1.57.964 Risponde anche Marco Bezzecchi che sigla un 1.57.756 e si prende la leadership.
🔴 03.13 TUTTI SUBITO IN PISTA. Anche le Yamaha. Pista asciutta a Sepang, fuoco alle polveri.
🔴 Ultimo giorno di test a Sepang, questa notte alle 03.00 in diretta qui sul Podcast.
La notizia che colpisce e scuote il paddock è lo stop degli ingegneri Yamaha a tutte le sue moto. Approfondiremo meglio in seguito. Joan Mir davvero in gran forma din dalle prime battute iniziali, sembra davvero a duo agio sulla nuova Honda RC213-V del Team Castrol Honda. Buona mattinata anche per i Piloti del Team Pertamina VR46 che si sono piazzati alle spalle di Mir. Chiudono la Top5 le KTM di Acosta e Vinales, entrambe sul 57.1 separate da soli 10 millesimi. È stata una giornata “rovinata” dall’arrivo della pioggia nel momento propizio per il time attack. Nella mattinata hanno girato per lo più con gomme usate ed organizzato in più run con pochi giri. Domani ultima giornata di test.
🔴 TEST TERMINATI PER OGGI.
Pioggia
🔴 TEMPI ALLE 10.00 – Sostanzialmente non è cambiato nulla, nessun altro è sceso in pista a girare. Ad un ora dalla fine del test sicuramente verrà fatto un ultimo time attack per finire in test questa giornata, nel caso in cui smetta di piovere.
🔴 TEMPI ALLE 09.00
🔴 ALEX MARQUEZ in 1.58.094! Vinales in 1.59.335. Cominciano ad abbassarsi i tempi.
🔴 ALEX MARQUEZ in 1.58.347 è attualmente il più veloce in pista.
🔴 Bagnaia, Vinales, Zarco, Savadori ed Alex Marquez gli unici in pista. Tempi alti per il momento con Bagnaia e Vinales sul 59.4
🔴HONDA HRC ha fatto notevoli passi avanti e sono visibili a tutti. Il tempo di Mir solamente un anno fa era una chimera. Il lavoro fatto in inverno, ma soprattutto durante l’anno sta dando i suoi frutti.
🔴KTM a Sepang ha portato con 3 differenti codoni. Nella prima giornata è stato provato da Pedro Acosta mentre Tech3 con Maverick Vinales ed Enea Bastianini hanno proseguito con le due configurazioni con le pinne.
Differente configurazione di codone in casa KTM
🔴TEMPI ALLE 08.00 – Invariata la situazione poiché nessuno Pilota è sceso ancora in pista nella sessione pomeridiana.
🔴 TEMPI ALLE 06.00, PAUSA. SI RIPRENDE ALLE 06.20
⚠️ Si apprende che la causa dell’incidente di Quartararo non sia stata dovuta ad un errore del Pilota bensì allo spegnimento improvviso della moto mentre Fabio percorreva curva 5, che ricordiamolo è un curvone veloce verso sinistra. Gli ingegneri Yamaha hanno bloccato i test quest’oggi in via precauzionale al fine di comprendere al meglio la situazione.
🔴05.18 Caduta per Alex Marquez in curva 5. Rider OK
🔴05.14 Solamente i fratelli Marquez in pista e Lorenzo Savadori.
🔴05.13 ALEX MARQUEZ in 1.57.664
🔴 05.08 💣💣💣💣💣 PROBLEMI AL MOTORE V4 YAMAHA. Ecco spiegato il motivo dello stop di questa mattina dei Piloti della casa di Iwata. A quanto pare hanno fermato in via preventiva le moto per controllare meglio ed analizzare ciò che è successo ieri a Fabio Quartararo.
🔴05.05 Marc Marquez entra per il quinto run della mattinata
🔴05.04 RAUL FERNANDEZ in 1.57.274
🔴 SEPANG TEST MOTOGP Tempi alle 05.00 Nulla di nuovo in quest’ultima ora di test, tutto invariato nei tempi. Tutti i Piloti stanno effettuando brevi run sul 1.59/2.00 La Yamaha non scenderà in pista questa mattina.
🔴 Yamaha non scenderà in pista questa mattina.
🔴 04.46 Quarto run per Marc Marquez completato. Altro run breve, analizziamo i tempi: 2.00.485 – 1.59.924 – 1.59.501
🔴 04.37 Entrano in pista Marc Marquez seguito a ruota da Alex Marquez
🔴 04.35 Nessuno si migliora, in pista al momento solamente 7 Piloti tra cui gli Honda HRC e le due KTM di Vinales ed Acosta.
🔴 Marco Bezzecchi in 1.57.554 durante il primo giro lanciato del quarto run, successivamente un 1.57.632.
🔴04.20 Terzo run per Marc Marquez completato. Altro run breve, analizziamo i tempi: 1.58.867 – 1.58.386 – 1.58.562
🔴 04.15 PEDRO ACOSTA in 1.57.116!!! (P3) Gran giro del Pilota KTM che è sui livelli della qualifica del 2025.
🔴 04.14 MARC MARQUEZ in 1.58.386
🔴 04.13 PEDRO ACOSTA in 1.57.898
🔴 04.12 MARC MARQUEZ in 1.58.867
🔴 04.09 Entra in pista Marc Marquez per il terzo run della giornata, ed entra anche Bagnaia.
🔴 04.00 Joan Mir con un tempo strepitoso nel corso del terzo run porta la Honda in testa siglando un 1.56.874. Il primo a scendere sotto al muro del 56 a Sepang quest’oggi e l’unico nella storia insieme ad Alex Marquez, Francesco Bagnaia, Fabio Quartararo e Franco Morbidelli (tutti nel terzo giorno di test 2025) a farlo!!! È seguito dalla Ducati di Franco Morbidelli che scende sotto al 56 e sigla un 1.56.983. Dopo un ora di test non si è vista nessuna Yamaha in pista. Due run per Marc Marquez, il primo con 4 giri ed i seguenti tempi 2.00.975- 1.59.291 – 2.01.748 – 1.59.346, il secondo con 3 giri ed i seguenti tempi 2.00.246 – 2.00.801 – 1.59.433.
Tempi alle 04.00 locali, dopo 1 ora di test
🔴 TEMPI ALLE 04.00
🔴 03.58 Franco Morbidelli in 1.56.983 (P2) è il secondo Pilota a scendere sul 56 quest’oggi.
🔴03.52 JOAAANNNN MIR!!!!!! Al giro 11 del terzo run sigla 1.56.874!!!! Il primo a scende sotto al muro del 56 a Sepang quest’oggi e l’unico nella storia insieme ad Alex Marquez, Francesco Bagnaia, Fabio Quartararo e Franco Morbidelli (test 2025) a farlo!!!
🔴03.50 Secondo run per Marc Marquez completato, rientra ai box adesso. Altro run breve, analizziamo i tempi: 2.00.246 – 2.00.801 – 1.59.433
🔴03.43 MAVERICK VINALES in 1.57.126!!!
🔴03.40 Marc Marquez entra in pista per il secondo run, dietro a Maverick Vinales che è al suo terzo run.
🔴 03.30 Le Ducati di Di Giannantonio e Bagnaia le più veloci con il romano in 1.57.049 nel corso del secondo run. Subito in pista entrambe le GP26 fin dalla bandiera verde con due run ciascuno. Marc Marquez ed Alex Marquez finora un solo run, con tempi tutto sommato alti, abbastanza comoda per entrambi la giornata. Nessuna Yamaha scesa in pista finora.
🔴 TEMPI DOPO 30 MINUTI
🔴 03.29 Il primo run di Marc Marquez è stato di 4 giro utili che vi elenco in successione. Oggi per lui ci sarà una simulazione di gara sprint. Ecco i tempi: 2.00.975- 1.59.291 – 2.01.748 – 1.59.346
🔴 FABIO DI GIANNANTONIO in 1.57.286 e successivamente in 1.57.049 si porta in testa.
🔴 Bagnaia in 1.57.785 e successivamente in 1.57.313 nel corso del secondo run si mette in testa a questa giornata.
🔴 LORENZO SAVADORI in 1.58.566
🔴 MARC MARQUEZ in 1.59.291
🔴03.19 Primo giro lanciato di Marc Marquez in 2.00.975. Scende in pista Alex Marquez e nuovamente Bagnaia per il secondo run.
🔴03.15 Scende in pista Marc Marquez
🔴 JOHANN ZARCO in 1.58.346 si porta in testa a questa seconda giornata.
🔴03.11 JOAN MIR in 1.58.532.
🔴03.10 MARCO BEZZECCHI in 1.58.733, seguito da Di Giannantonio in 1.58.743.
🔴03.00 Subito il pista Vinales, Acosta,Binder, Fabio Di Giannantonio, Bagnaia e Marco Bezzecchi
🔴 Condizioni climatiche perfette, temperatura asfalto 38° e vento di 9 km/h NE.
🔴 Appuntamento alle 03.00. Fabio Quartararo non prenderà parte alle prossime due giornate di test per via dell’infortunio patito alla curva 5.
🏁 BANDIERA A SCACCHI. Marc Marquez è il migliore in pista con un tempo vicinissimo alla pole (18 millesimi) del 2025 di Bagnaia, chiudendo in 1.57.018. segue Di Giannantonio in 1.57.274 ed un grande Maverick Vinales in 1.57.295, addirittura un decimo meglio rispetto al tempo in qualifica di Acosta nel 2025. Poi Alex Marquez in 1.57.487 e Marco Bezzecchi in 1.57.524 a chiudere la TOP5. Seguono le Honda HRC di Marini e Mir, poi Bagnaia in 8^ posizione a 7 decimi da Marc, infine a chiudere la TOP10 sono Quartararo (miglior Yamaha in 1.57.869) e Morbidelli (1.58.068) che è la peggior Ducati in pista. Tutte le Ducati in Top10. Pedro Acosta oggi lontano da Vinales, chiude in 15^ posizione in 1.58.313 mentre i rookie Moreira (1.58.682) e Razgatioglu (1.58.887) chiudono rispettivamente 19° e 20°. Si ritorna alle 03.00 di stanotte.
🔴 MAVERIIIIIIIIIIIIIIICK!!!!!!!!!!! Vinales piazza un 1.57.675 nel giro 26 e nel successivo 1.57.295. DUE NOVE CINQUE, SU UNA KTM A SEPANG.
🔴 MARC MARQUEZ DISTRUGGE IL CRONOMETRO DI SEPANG!!!! Per lui 1.57.018 nel giro 18 quest’oggi a Sepang a soli 18 millesimi dalla pole di Francesco Bagnaia nel 2025.
🔴 DI GIANNANTONIO in 1.57.274 di prende la prima posizione in questa giornata di test. Gran tempo del romano del Team Pertamina VR46 sulla Ducati GP26.
🔴 JOAN MIR in 1.57.693 al giro 19 di 23. Due Honda nella Top5.
🔴 10.20 È TEMPO DI TIME ATTACK. Marc Marquez in pista.
🔴Alex Marquez in pista con la carenatura 2026
🔴 LUCA MARINI!!!!!!! 1.57.569 in P3, grandissimo tempo del Pilota HRC
🔴 TEMPI ALLE 10 – Un ora alla fine.
🔴 09.59 LUCA MARINI in 1.58.072
🔴 09.57 JOHANN ZARCO in 1.58.535 e successivamente in 1.58.140
Campioni del Mondi in carica.
🔴 09.55 Marc Marquez e Toprak Razgatioglu, in questo momento durante il loro 9° giro sono appaiati uno davanti all’altro in pista con Marc osservatore molto interessato. Iniziano il giro 10 con Toprak in scia a Marc. Il turco fa segnare il suo parziale migliore nel T1 (25.104) contro il 24.789 di Marquez che va via. Un primo assaggio Signore e Signori…
🔴 AERODINAMICA DUCATI 2026
🔴 09.40 FABIO QUARTARARO torna in pista dopo il brutto incidente di stamattina. Per lui un 1.58.482 e successivamente 1.58.836
Marco Bezzecchi in azione con il Casco Speciale dei test
🔴 09.28 MARC BEZZECCHI!!!!! Vola con la RS-GP. Prima un 1.58.035 appena entrato e successivamente un 1.57.524!!!!
🔴 09.24 Rientro in pista per Marquez che riprende il lavoro da dove aveva lasciato a causa del problema tecnico. Gira in 1.58.473 e successivamente in 1.58.543.
🔴 Ottimo secondo run per Bagnaia che piazza prima un 1.58.027 e successivamente 1.57.732.
🔴 MAVERICK VINALES in 1.58.462
🔴Problema tecnico in curva 2 per Marc Marquez, costretto a fermarsi con la sua Ducati!
🔴 MARC MARQUEZ 1.58.235
🔴 Scende in pista Marc Marquez, insieme a Bezzecchi ed Acosta
Tempi a due ore dalla fine
🔴 09.00 TEMPI ALLE 16.00 Locali, 2 ore alle fine.
Francesco Bagnaia
🔴08.45 FRANCESCO BAGNAIA in 1.57.720 nel primo run di questa seconda sessione. Direttamente in P2 per Pecco.
🔴06.20 🇮🇹 (13.20) INIZIO FP2, solamente Dovizioso e Zarco in pista
🏁 FINE FP1, TEMPI ALLE ORE 13.00 (06.00 ITALIANE)
🔴 Ultimi 10 minuti, entrano in pista Bezzecchi, Bagnaia, Vinales, Bastianini.
🔴 LUCA MARINI!!! Con 1.57.845 ottenuto al giro 25, il Pilota del Team Castrol Honda HRC si porta in P2 dietro ad Alex Marquez.
🔴 LUCA MARINI in 1.58.408 (P7) subito dietro Mir
🔴 ECCO HONDA HRC. JOAN MIR in 1.58.367 si porta i P6 davanti a Zarco e Moreira.
🔴 Nuova carenatura apparsa sulla M1 di Dovizioso, nettamente più grande rispetto alla versione precedente.
Nuova aerodinamica Yamaha.
🔴 Toprak Razgatioglu non usa le ali sul codone. Ma perché direte voi!? Semplicemente perché con il setup che utilizza, essendo alto e pesante, andrebbe a superare l’altezza massima consentita per regolamento e quindi non può istallare le appendici sul codone.
Codone della M1 di Toprak Razgatioglu
🔴ALEX MARQUEZ IN 1.57.487 . Con due giri veloci (1.58.009 e successivamente 1.57.487) il Pilota del Team Gresini si port ain test a questi test staccando di oltre mezzo secondo Marco Bezzecchi.
🔴 ALEX MARQUEZ in 1.58.009 si porta in P2 ad un solo decimo da Marco Bezzecchi.
🔴 12.15 Alex Rins in grande spolvero quest’oggi, con 1.58.320 si attesta in P4 e porta avanti il lavoro del Team Factory rimasto orfano di Quartararo causa caduta dopo soli 8 giri alla curva 5.
🔴 Joan Zarco entra in Top 5 con il tempo di 1.58.571 ed è al momento la migliore Honda in pista, proprio davanti al compagno di Team Diogo Moreira. Mir e Marini si trovano in 17^ e 18^ posizione staccati di oltre un secondo ma stanno svolgendo un lavoro completamente diverso, avendo compiuto finora 22 giri a testa ed effettuato il best lap al giro 4. Non stanno cercando il tempo.
🔴 TEMPI ALLE ORE 12. Un ora alla fine della FP1.
🔴Marco Bezzecchi con 1.57.894 sigla il miglior tempo a Sepang e nel giro successivo, mentre stava abbassando ulteriormente ha un problema tecnico alla moto ed è costretto a fermarsi a bordo pista.
🔴 MARCO BEZZECCHI in 1.57.894 è il primo Pilota a scendere sotto al muro del 57. Incredibile terzo settore per lui.
🔴 Run molto veloce di Maverick Vinales che scala la classifica portandosi in TOP10 col tempo di 1.59.095
🔴 MARC MARQUEZ in 1.58.774 al giro 17 durante il run 5
🔴 Francesco Bagnaia in 1.59.244 si porta alle spalle di Alex Marquez, attualmente miglior Ducati in pista con 1.59.000
🔴 Grave l’incidente di Fabio Quartararo che è stato trasporto al centro medico. Problemi alla spalla.
Tempi alle ore 11.30
🔴 TEMPI ALLE 11.30 (04.30 ITALIANE) Jack Miller in testa con 1.58.252, davanti a Pedro Acosta in 1.58.313.
🔴 PEDRO ACOSTA 1.58.313 – Best Lap del Pilota KTM
🔴 Problemi per Marc Marquez. Il transponder di Marc segna la moto ferma all’uscita del curvone, in corrispondenza con la fine del primo settore. Per la precisione è la curva 3 del tracciato.
🔴 Caduta per Fabio Quartararo, un Caduta molto dura per il Pilota Francese.
🔴 TOPRAK RAZGATIOGLU in 1.59.401 si porta in P4.
🔴 TEMPI ALLE 11.00 (04.00 ITALIANE) Alex Rins il più veloce in pista, davanti a Diogo Moreira.
🔴 In pista per il terzo run Marc Marquez.
🔴 Best lap di Alex Rins in 1.58.576 su Yamaha Factory. Davanti a tutti lo spagnolo.
🔴6 giri in due run per Marc Marquez. Due uscite brevissime e subito rientro ai box. Run1 (2.02.998 – 2.00.542 – 2.03.357) Run2 (2.01.226 – 1.59.583 – 2.04.571) Con 1.59.583 si è portato in terza posizione ed è immediatamente la prima Ducati in pista. Per fare un veloce raffronto il compagno di Team ha girato in 1.59.970, quasi mezzo secondo più lento, anch’egli in due run.
🔴 In pista anche Maverick Vinales che completa così la lista di tutti i Piloti scesi in pista, best lap on 2.00.295.
🔴 In pista per il secondo run Marc Marquez e Francesco Bagnaia
🔴 ORE 03.30 Marco Bezzecchi è il primo Pilota a scendere sotto al 59, con il tempo di 1’58’895 al giro 5 in un run di ben 6 giri. Diogo Moreira appena più veloce, adesso con 1’58’820. Il rookie Honda viene da 3 giorni di Shakedown. In pista in questo momento Marc Marquez. Nel primo run della stagione, Marc Marquez scende in pista a Sepang ed ha un primo assaggio delle condizioni della pista che è già molto veloce. Tre giri lanciati (2.02.998 – 2.00.542 – 2.03.357) e rientro in pista per il Campione del Mondo in carica. Il best lap è di Diogo Moreira in 1.58.829 Mancano soltanto Vinales, Raul Fernandez ed Augusto Fernandez.
🔴 In pista Marc Marquez in questo momento.
🔴 Diogo Moreira abbassa di qualche decimo il giro veloce con 1.58.829 al giro 4. Il rookie Honda viene da 3 giorni di Shakedown.
🔴 Marco Bezzecchi è il primo Pilota a scendere sotto al 59, con il tempo di 1’58’895 al giro 5 in un run di ben 6 giri.
03.10 Subito in pista ben 12 Piloti sin dalle prime battute del mattino. Il più veloce è Marco Bezzecchi, con Luca Marini subito dietro. Scende in pista anche Pecco Bagnaia.
03.00 Ed eccoci in live con i primi test stagionali della MotoGP.
🔴 LIVE TIMING DALLE ORE 03.00 ITALIANE
La stagione MotoGP è appena iniziata. Dopo lo Shakedown dei giorni scorsi si inizia a fare sul serio al Sepang International Circuit. Tutti presenti tranne Jorge Martin e Fermin Aldeguer fermi per infortunio.
Ero un adolescente, pazzo per le moto e le gare. Quel giorno ricordo l’attesa trepidante del vedere la squadra titolare dell’allora mitica AMA Superbike schierata per il Round Americano sul circuito di Laguna Seca. L’attesa fu ripagata alla grande.
Laguna Seca 1999, Race 1
Ci sono weekend che non appartengono alla statistica. Non stanno negli albi d’oro, ma nella memoria collettiva. Laguna Seca 1999 è uno di quelli. Il Mondiale Superbike arriva in California come sempre: con i suoi re, le sue gerarchie, i suoi equilibri già scritti. Fogarty è il potere, Ducati è l’impero, la Superbike è una guerra regolata. Ma Laguna Seca non è un circuito qualunque: è una ferita nell’asfalto, un luogo dove la tecnica si piega allo stile e il coraggio vale più del curriculum. Ed è lì che Ben Bostrom e Anthony Gobert entrano nella storia non da conquistatori… ma da surfisti. Due outsider, una sola onda Non sono favoriti. Non sono nemmeno “previsti”. Sono wild card, chiamati quasi per colore locale, schierati dal team Ducati Vance & Hines come americani di casa e un australiano ribelle. Due uomini che non sembrano piloti da mondiale: troppo liberi, troppo istintivi, troppo poco allineati. Gobert è puro talento grezzo. Velocità senza filtro. Un animale da pista che non chiede permesso. Bostrom è carisma, rock’n’roll, stile. Un pilota che sembra uscito da un film, con le basette da rocker e l’aria di chi corre perché gli piace, non perché deve. Ma Laguna Seca non chiede spiegazioni. Chiede anima. Il sabato: l’aria cambia Già dalle prove si capisce che qualcosa non torna. Le Ducati Vance & Hines non stanno “girando forte”. Stanno danzando. Alla Corkscrew – il punto in cui la pista scompare sotto gli occhi – Bostrom e Gobert non entrano: si buttano. Frenano tardi, lasciano scorrere la moto, la tengono di traverso come una tavola sull’onda. Non è guida accademica. È istinto puro. Il paddock osserva. Qualcuno sorride. Qualcuno storce il naso. Ma tutti capiscono una cosa: qui non si sta assistendo a una gara normale. La domenica, in gara 1, Anthony Gobert fa qualcosa che non dovrebbe essere possibile. Scappa via. Non gestisce. Non amministra. Domina. Dietro ci sono i campioni del mondo, i factory team, i piloti ufficiali. Davanti c’è un australiano irregolare, selvaggio, che guida come se Laguna Seca fosse il suo cortile. Gobert vince. Non per strategia. Per prepotenza tecnica. È una vittoria che scuote il mondiale. Una di quelle che non si spiegano con i dati. Se gara 1 è l’atto di forza, gara 2 è la leggenda. Ben Bostrom prende il comando e lo fa a modo suo. Non sembra in lotta. Sembra in controllo emotivo totale. La Ducati scivola, si muove, vive. Lui la accompagna come un musicista accompagna il ritmo. Ogni passaggio alla Corkscrew è un manifesto: la moto larga, il corpo rilassato, il gas aperto quando gli altri esitano. Bostrom vince. E Laguna Seca esplode. Il pubblico non ha visto solo una gara. Ha visto la Superbike tornare umana, istintiva, spettacolare. I surfisti della Superbike È per questo che quella fotografia è diventata iconica. Bostrom e Gobert piegati, rilassati, quasi sorridenti, come se stessero cavalcando un’onda sotto il sole californiano. Non sono gladiatori. Sono surfisti della velocità. In un’epoca di disciplina, loro portano anarchia. In un mondiale di calcolo, portano stile. In uno sport sempre più ingegnerizzato, ricordano che prima di tutto si corre per sentire qualcosa. L’eredità Laguna Seca 1999 non ha cambiato il mondiale. Ha cambiato il modo di ricordarlo. Gobert rimarrà un talento incompiuto, una meteora troppo luminosa. Bostrom diventerà un’icona: non solo per ciò che ha vinto, ma per come lo ha fatto. Quel weekend resta sospeso nel tempo. Un momento in cui la Superbike smette di essere solo competizione e diventa mito. Perché ogni tanto, nelle corse, arriva qualcuno che non chiede di vincere. Chiede solo un’onda giusta. E a Laguna Seca, nel 1999, quell’onda arrivò…
Ci sono imprese che non chiedono di essere spiegate, ma comprese. Il ritorno di Mike Hailwood al Tourist Trophy del 1978 è una di queste: non la vittoria di un uomo sugli avversari, ma la dimostrazione che l’esperienza autentica può sfidare il tempo. In un luogo dove nulla è concesso e tutto è definitivo, Hailwood tornò per ricordare che la grandezza non invecchia, si rivela.
L’impresa di Mike Hailwood al Tourist Trophy del 1978 non appartiene alla semplice cronaca sportiva, ma alla dimensione più alta del mito, dove l’uomo misura se stesso non contro gli avversari, bensì contro il tempo, la memoria e il proprio limite. Tornare sull’Isola di Man dopo undici anni di assenza, a trentotto anni, con una gamba irrimediabilmente segnata dall’incidente del Nürburgring, significava sfidare una delle leggi non scritte dello sport: quella secondo cui la grandezza ha una scadenza. Hailwood dimostrò che non è così. Dimostrò che la vera grandezza non decade, si stratifica. Il Tourist Trophy non è una gara come le altre: è un rito iniziatico, un luogo di verità assoluta. Sessantaquattro chilometri di strade comuni trasformate in un giudizio definitivo, dove la velocità pura conta meno della conoscenza, dell’esperienza, della capacità di dominare l’istinto.
In quel contesto brutale e solenne, Hailwood non era un reduce in cerca di gloria, ma un uomo che tornava in un luogo che conosceva intimamente, quasi visceralmente. Ogni curva del Mountain Circuit era parte della sua memoria, ogni rettilineo una frase di un linguaggio appreso negli anni migliori. La scelta della Ducati 900 non fu un atto tecnico, ma culturale: non la moto più estrema, non la più violenta, bensì la più onesta, quella capace di accompagnare il pilota invece di imporgli una lotta. Ducati comprese, forse meglio di chiunque altro, che quell’uomo non andava spinto oltre il limite, ma assecondato, rispettato, messo nelle condizioni di esprimere ciò che già possedeva: la conoscenza profonda della strada e di se stesso.
Il 3 giugno 1978, davanti a rivali del calibro di Phil Read, simbolo di un motociclismo più moderno e aggressivo, Hailwood mise in scena una lezione che andava oltre il risultato. Recuperò cinquanta secondi in due giri senza foga, senza disperazione, ma con una precisione quasi didattica, costringendo l’avversario all’errore, fino alla rottura. In quel momento non vinse soltanto una gara: crollò l’illusione che la modernità basti da sola a garantire il successo. L’ultimo giro fu una celebrazione, non un combattimento, e quando Hailwood tagliò il traguardo, Ducati divenne Campione del Mondo per la prima volta nella sua storia, ma soprattutto il motociclismo recuperò una delle sue verità fondamentali: l’esperienza non è un limite, è un’arma. Come osservò Giacomo Agostini, il TT non si impara in fretta, e lì non vince l’irruenza, bensì chi ha vissuto abbastanza da comprendere quando osare e quando attendere. L’impresa di Hailwood non insegna che l’età non conta, ma che conta ciò che l’età porta con sé: disciplina, lucidità, rispetto del pericolo. I numeri della sua carriera – settantasei Gran Premi vinti, nove titoli mondiali – sono impressionanti, ma secondari. Ciò che rende eterno Mike the Bike è l’aver dimostrato che un uomo può allontanarsi, cadere, essere dato per finito, e tornare nel luogo più crudele di tutti per ricordare al mondo chi è davvero.
Il Tourist Trophy del 1978 non è una gara da ricordare: è una lezione morale, la prova che quando il talento è autentico e la conoscenza profonda, persino il tempo si ferma, osserva e lascia passare le leggende.
La stagione MotoGP 2026 si apre in una condizione rara per il motociclismo moderno: la stabilità. Squadre, progetti e coppie di piloti restano sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente, con due sole eccezioni circoscritte: l’ingresso di Toprak Razgatlıoğlu in MotoGP e la promozione di Diogo Moreira.
Nessuna rivoluzione di mercato, nessun riassetto strutturale. A rafforzare ulteriormente questo scenario contribuisce il congelamento dei motori, che limita in modo significativo lo sviluppo delle attuali moto. I margini di evoluzione tecnica sono ridotti, controllati, e rendono il 2026 una stagione di consolidamento più che di progresso. Le differenze prestazionali non nasceranno da soluzioni radicali, ma dalla capacità di ottimizzare ciò che già esiste: elettronica, gestione delle gomme, messa a punto e costanza operativa. In questo contesto, il 2026 assume un ruolo di stagione ponte. Gran parte delle risorse tecniche e strategiche dei costruttori è già orientata verso il 2027, anno che segnerà una vera discontinuità regolamentare con l’introduzione delle nuove moto e il passaggio alle gomme Pirelli. Lo sviluppo futuro è già iniziato, ma si svolge lontano dai riflettori, separato dall’attività agonistica immediata. Ne deriva un mondiale in cui il calendario — lungo, selettivo, privo di pause reali — diventa uno strumento di verifica più che di sorpresa. Ventidue appuntamenti non premieranno l’innovazione tecnica, bensì la solidità del pacchetto esistente e la capacità di ridurre l’errore in un contesto di risorse deliberatemente limitate. All’interno di questo quadro, il riferimento sportivo è chiaro e difficilmente aggirabile. Marc Márquez affronta il 2026 non come incognita, ma come parametro. In una stagione senza alibi tecnici, il confronto con lui — e con ciò che rappresenta in termini di gestione del campionato — diventa diretto e inevitabile.
La MotoGP 2026 non è la stagione delle promesse né delle rivoluzioni annunciate. È una stagione di transizione consapevole, in cui si corre con ciò che c’è, mentre il futuro si costruisce altrove. Ed è proprio questa sospensione tra presente e 2027 a renderla, paradossalmente, così significativa.