La stagione 2025 della MotoGP si sta rivelando una delle più complicate per Francesco Bagnaia. Dopo due titoli mondiali e un 2024 in cui, nonostante qualche errore, era riuscito a confermarsi al vertice pur prendendo la paga da Jorge Martin con una struttura clienti alle spalle, il pilota torinese sembra oggi un’ombra di se stesso. I problemi non sono solo tecnici, ma anche psicologici e di gestione della pressione. Il compagno di Team ha fatto con lui ciò che nessuno si aspettava: annichilirlo. In tutto ciò mi chiedo se la scelta di prendere Bastianini nel 2023 e non Jorge Martin fosse stata fatta appositamente per tutelare Bagnaia.
La Ducati GP25, evoluzione della moto più dominante degli ultimi anni, che Bagnaia sviluppa da 6 anni, è diventata un rebus per Bagnaia stesso. Se Marc Márquez si è adattato con rapidità e aggressività, Pecco è rimasto intrappolato in un limbo di dubbi e frustrazioni. Lamenta mancanza di grip all’anteriore, difficoltà in accelerazione e un feeling peggiorato in frenata. Dichiarazioni dure, come quelle di Spielberg (“Spero che Ducati me lo spieghi, sto perdendo la pazienza”), dipingono un pilota che non solo non ha le soluzioni, ma neppure la fiducia necessaria per trovarle.
Il paragone interno al box Ducati è inevitabile: Márquez, nuovo arrivato, ha dimostrato un’immediata capacità di interpretare la GP25, arrivando a vincere sprint e GP già nelle prime gare. Per Bagnaia, questo è il peggior scenario possibile: non solo deve fare i conti con i propri problemi tecnici, ma lo fa sotto gli occhi di un compagno che gli ha sottratto il ruolo di leader naturale della squadra. La convivenza rischia di destabilizzarlo ulteriormente, mostrando un Bagnaia fragile proprio nel momento in cui servirebbe leadership.
Ciò che lascia davvero perplessi è che in ogni maledetto weekend Bagnaia tiri fuori una scusa diversa. Siamo partiti con l’anteriore, poi con i freni, adesso il posteriore che si consuma troppo e non riesce a gestire. Sembra il personaggio di un film di Fantozzi. Questa moto è nata sotto le sue direttive, in qualsiasi momento può tornare alla 2024 e non possono essere due componenti del motore ad averlo mandato in crisi, anche perché le dichiarazioni dei test le ricordiamo tutti e soprattutto l’esultanza/sfottò in America la ricordiamo tutti.
Nel mese di marzo scrissi che qualora Marquez avesse “cannibalizzato” il Campionato il buon Bagnaia si sarebbe guardato intorno. Così è infatti, le dichiarazioni di Pecco sono dei fulmini che colpiscono direttamente Ducati che con Dall’Igna e Tardozzi cerca di minimizzare ma io mi aspetto delle parole da Dominicali che sicuramente non si faranno attendere, in risposta alle “lamentele” di Bagnaia. Sicuramente ci saranno degli strascichi e sono certo che sul tavolo di Pecco ci siano delle offerte, come già dissi a maggio scorso, sia di Honda che di Yamaha.
Ha senso rimanere in Ducati anche nel 2026, con sviluppo dei motori congelato continuando a subire umiliazioni e sconfitte non solo da Marc Marquez ma anche da Alex Marquez e probabilmente anche da Fermin Aldeguer!? La sua fortuna è che i Piloti della VR46 stanno facendo pena e pietà, altrimenti sarebbe l’ultima Ducati in pista…
…Il Re purtroppo è nudo.
©️ 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑘𝑦 𝐿𝑜𝑛𝑔𝑜

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