IL COMANDANTE ALEX CONQUISTA LA CATALUNYA.

Il due volte Campione del Mondo vince in modo perentorio il GP di Catalunya sul circuito del Montmelo davanti al fratello Marc zittendo in maniera definitiva, finalmente aggiungo, tutti quelli che gli davano del raccomandato.
Una gara esemplare, perfetta in gestione e costanza su dei tempi incredibili. Ha battuto Marc e con lui si gode la vittoria.
Mette una pietra tombale sul secondo gradino del podio, battendo in maniera clamorosa Bagnaia facendo segnare la pole, il giro veloce e la vittoria in gara.

Il tutto davanti al volto esterrefatto di Domenicali.

Il weekend di Montmeló ha offerto un quadro ricco di spunti: conferme, cadute inaspettate, segnali di crescita e campanelli d’allarme. Dalla solidità di Alex Márquez, al dominio di Marc, passando per la rinascita di Bastianini e le difficoltà di Bagnaia, fino alle dinamiche di KTM, Aprilia e Ducati VR46.

A Montmeló è arrivata la conferma di Alex Márquez. Il suo weekend è stato quasi perfetto, rovinato solo dalla scivolata nella Sprint. Pochi si aspettavano un rendimento così solido dopo la delusione del Balaton Park.

Alex convive con un fardello unico: quello di essere “il fratello di Marc”. Un’eredità che lo costringe a dimostrare più degli altri di meritare la MotoGP, di poter portare punti e risultati alla Ducati.

Eppure, gara dopo gara, sta dimostrando che non è soltanto un cognome. La velocità e la costanza mostrate a Montmeló meritano attenzione. Forse in molti ancora non se ne sono accorti, ma Alex Márquez sta iniziando a scrivere la sua storia.


Il weekend è stato da incorniciare anche per Marc Márquez. Su una pista che lui stesso ha sempre ammesso di soffrire, è riuscito a portare a casa ben 32 punti. Un bottino che la dice lunga sul livello raggiunto e sulla sua capacità di adattamento.

Il leitmotiv delle ultime settimane – “il Mondiale a Misano” è ormai superato: la festa potrebbe arrivare in Giappone, visto che a Marc mancano appena tre punti da guadagnare… proprio sul fratello. Sono 182 i punti di vantaggio su Alex, per vincerlo in Giappone ne servono 185.

E tra le sorprese del weekend c’è anche Enea Bastianini, capace di salire sul podio con la KTM dopo una gara intelligente e gestita con maturità. La sua prestazione ha zittito molti scettici – me compreso – che avevano criticato il suo passaggio alla casa austriaca.

Molti hanno letto il GP di Bagnaia come un segnale di ripresa. Telecronisti e commentatori hanno sottolineato la sua rimonta. Ma analizzando i dati, il quadro cambia.

Ducati ha spiegato che Pecco ha finalmente montato il nuovo forcellone GP25, già usato da tempo dagli altri piloti. Una scelta tardiva che, invece di rappresentare una svolta, ha fatto emergere ulteriori dubbi.

Più che di “rinascita”, questa sembra una situazione molto più grave del previsto. Misano sarà il vero banco di prova: o arrivano segnali concreti, o il posto in Factory rischia seriamente di sfuggirgli di mano.

KTM in crescita
La casa austriaca ha fatto non uno, ma due passi avanti. Dopo un periodo burrascoso hanno trovato la quadra tecnica e ora possono contare su Pedro Acosta, Enea Bastianini e, quando sarà al 100%, anche Maverick Viñales.


Aprilia incompiuta
Diversa la situazione per Aprilia: Jorge Martín non riesce ancora a trovare il giusto feeling con la moto. Il potenziale c’è, ma rimane inespresso.

VR46 un disastro.
Weekend nero per Morbidelli e Di Giannantonio: entrambi a terra, con Morbidelli che ha innescato una carambola che ha coinvolto anche Bezzecchi. Fortunatamente nessuna conseguenza fisica, ma il doppio zero pesa. La top 5 del mondiale ormai sembra un miraggio.

Montmeló ci ha lasciato un quadro chiaro: Marc Márquez domina, Alex si conferma, Bastianini sorprende, Bagnaia preoccupa e KTM rinasce
Il prossimo appuntamento di Misano ci dirà se queste tendenze sono conferme o solo parentesi di un Mondiale che, a questo punto, è già proiettato al 2026.

©️ Francky Longo

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