Oggi è la consacrazione definitiva del Team Gresini.
Una consacrazione che arriva davanti agli occhi di tutto il mondo, soprattutto per chi — finora — non aveva mai davvero riconosciuto la grandezza di questa squadra.
Perché, diciamocelo, chi racconta questo sport ha sempre avuto occhi e parole per un solo team privato nel Motomondiale.
Ma oggi, il Team Gresini si è preso la scena con la vittoria, l’ennesima, di Fermín Aldeguer.
E ricordiamolo: è l’unico team indipendente ad aver vinto un Gran Premio in MotoGP nel 2025, oltre al team ufficiale Ducati Lenovo con entrambi i suoi piloti.
La storia del Team Gresini è lunga più di trent’anni.
Hanno cresciuto campioni veri: da Alex Barros a Daijiro Kato, da Marco Melandri a Marco Simoncelli, fino ad Álvaro Bautista e ai piloti più recenti che hanno tutti raggiunto la vittoria.
Chi corre per Gresini, prima o poi, vince.
Pensiamo a Enea Bastianini, a Fabio Di Giannantonio, ai fratelli Márquez, e ora a Fermín Aldeguer.
Il Team Gresini è, in un certo senso, la vera scuola del motociclismo italiano.
Non parlo solo di piloti italiani, ma di una scuola di metodo, di passione e di competenza che porta i piloti a vincere.
Ed è italiana, orgogliosamente italiana.
Oggi i numeri parlano chiaro: Gresini è il miglior team per far crescere un pilota in MotoGP. Lo sanno tutti nel paddock. Lo sa Ducati, lo sa Gigi Dall’Igna.
E non è un caso che proprio Dall’Igna abbia affidato ad Aldeguer — pilota Ducati proveniente dalla Moto2 — una sella nel team Gresini.
A differenza di altri team privati, come il VR46 Racing Team, Gresini sa lavorare meglio con i giovani, con le persone e con la pressione.
Il Gran Premio di oggi suggella tutto questo: la consacrazione di Gresini e la debacle del VR46.
Nel GP di casa, nel GP dello sponsor, le Ducati del VR46 Racing Team non si sono mai viste davvero.
Sono state le Desmosedici più in difficoltà in pista — insieme a quella di Francesco Bagnaia — e hanno chiuso addirittura fuori dalla top 5.
Era già successo a Misano, l’altro GP di casa, dove un pilota del Team Gresini era arrivato davanti a entrambe le VR46.
E basta guardare tutta la stagione per rendersi conto di quanto bene abbia lavorato il Team Gresini:
non solo ha conquistato con Álex Márquez il titolo di miglior pilota indipendente,
ma sta anche per vincere il titolo come miglior team indipendente.
E attenzione: con Fermín Aldeguer, Gresini rischia pure di togliere punti pesanti in classifica a Morbidelli e Di Giannantonio.
Perché Aldeguer è lanciato. Sta facendo una seconda parte di stagione fenomenale.
Personalmente, mi aspettavo che esplodesse prima, ma — come spesso accade con i talenti veri — è arrivato nel momento giusto: ha vinto una gara al primo anno in MotoGP.
E non dimentichiamoci chi è Fermín Aldeguer: un pilota giovanissimo, che pur di restare nel giro della MotoGP si è messo in gioco persino in MotoE, dopo aver corso nel Campionato Europeo Moto2.
Uno che non ha mai smesso di crederci, anche quando sembrava fuori dai radar del Mondiale.
Oggi, se possiamo goderci Aldeguer in MotoGP, dobbiamo dire grazie a Luca Boscoscuro, che lo ha cresciuto e creduto in lui,e a Gigi Dall’Igna, che lo aveva già blindato lo scorso anno con un contratto Ducati Corse.
Un talento, una visione e un team che sanno costruire futuro: questa è la scuola Gresini.
Chiudo con una domanda.
Perché si dà così poca attenzione a un team italiano che, negli ultimi anni, è diventato una vera eccellenza del Motomondiale?
Un’eccellenza non solo sportiva, ma metodologica: una scuola di talenti capace di trasformare i giovani in vincitori.
Perché tutti i piloti che arrivano dalla Moto2 e passano per il Team Gresini riescono a vincere, a crescere, a performare al massimo livello.
Oggi possiamo dirlo senza esitazioni: quello di Gresini è un metodo, una filosofia, una scuola.
Ed è un’eccellenza tutta italiana, della quale dovremmo andare fieri.
©️ Francky

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