LE CONCESSIONI NON CI SERVONO, TORNA MARC.

Quello che sto per scrivere e di cui vi rendo partecipe è un’idea nata in queste ore. Un flash mentre riflettevo sul fatto che Honda abbia perso così “stupidamente” le concessioni. Non è un rumour, non è un anticipazione (già sono in troppi che le danno) è soltanto una mia personalissima idea.

Quello che sta succedendo in casa Honda non è un caso, non è una svista e non è un errore strategico.

È una scelta. Una scelta fredda, calcolata, chirurgica. La perdita delle concessioni non è stata subita: Honda ha deciso volontariamente di rinunciare ai privilegi della fascia D pur di liberarsi da un problema più grande. Con la fascia D, Marini e Mir avrebbero preso parte ai test liberi ed illimitati, questo significa dare loro peso politico, libertà di test, possibilità di modellare la moto futura secondo il loro stile. E Honda questo non lo vuole. Honda non vuole arrivare al 2027 con un progetto tecnico influenzato da due piloti che non faranno più parte del team ufficiale. Per evitarlo aveva due alternative: imporre ordini di squadra imbarazzanti, tipo far perdere posizioni a Marini per non accumulare punti concessioni, oppure fare perdere le concessioni stesse. La seconda strada è molto più elegante, molto più “da Honda”: nessuno si lamenta, nessuno può protestare, nessuno può dire che gli hanno tolto un ruolo. È il regolamento che decide. E il regolamento ha deciso perché Honda l’ha voluto.

Se guardiamo la mossa con la testa di un costruttore, non del tifoso, la logica è trasparente: evitare che Marini e Mir diventino parte del DNA tecnico del 2027. Se Honda avesse davvero voluto loro due come riferimento per il futuro, li avrebbe messi a fare test come forsennati con le concessioni infinite. Il fatto che abbia fatto l’esatto opposto significa solo una cosa: Honda sta già lavorando al dopo e il dopo non comprende loro. Questo ci porta alla scelta più ovvia e allo stesso tempo più sottovalutata del 2026: Diogo Moreira. Se uno guarda solo la classifica può non capire. Se guarda cosa serve a Honda, capisce tutto. Moreira arriva dalla Moto2, categoria che corre già con Pirelli, ovvero lo stesso fornitore che entrerà in MotoGP nel 2027 e le gomme non differiranno molto da quelle utilizzate dalla Moto2 e dalle odierne SBK.

Honda sa benissimo che il passaggio Michelin → Pirelli sarà un terremoto tecnico e che chi capirà prima la nuova gomma avrà un vantaggio gigantesco. E allora ecco la mossa: prendere un pilota giovane, con talento, fresco, soprattutto abituato a leggere la Pirelli, e farlo entrare in HRC non nel 2027 quando sarà troppo tardi, ma nel 2026, per accumulare dati, sensazioni, abitudini, linguaggio e feedback già pronti per trasformarsi nel pilota chiave dello sviluppo. Moreira non è una scommessa: è un investimento strutturale. Honda lo sta preparando per essere il pilota ufficiale nel 2027, questo ormai è chiaro. E una volta che decidi chi sarà il tuo pilota giovane, devi scegliere il pilota pesante. Qui entra in scena la parte più interessante e più scomoda: chi affiancherà Moreira? La pista più semplice porta a Jorge Martín. È veloce, è pronto, è un candidato naturale. Ma c’è un problema: Honda non fa mai la scelta semplice. Non fa mai la scelta lineare. Honda non prende il pilota più logico. Honda prende quello che riassume un’era. E questo ci porta a Marc Márquez.

La connessione tra Moreira e l’ambiente Márquez non è un dettaglio da gossip, è un segnale politico.  Perché prendere un Pilota della “Squadra” di Márquez!? Honda è un’azienda che comunica attraverso le scelte, non attraverso le parole. Questa scelta dice chiaramente: “Marc, la porta è aperta”. Ed è aperta con un tappeto rosso. Marc ha un obiettivo chiaro in mente: il decimo mondiale. Può vincerlo in Ducati tra nel 2026. E, una volta fatto, cosa ha ancora da dimostrare?

Per lui la storia perfetta sarebbe tornare in Honda e riportarla al top con la nuova moto. Sarebbe l’arco narrativo definitivo: vinci il decimo, poi torni a casa e ricostruisci l’impero da capo. La MotoGP ama queste storie. Il pubblico anche. E Honda non aspetta altro.

Il punto è che Honda non sta preparando il 2026. Honda sta preparando il 2027, l’anno zero della nuova era Pirelli. La perdita delle concessioni serve a togliere potere agli attuali piloti. L’arrivo di Moreira serve a costruire il pilota del futuro. Il tassello che manca è la superstar. Ed è qui che il puzzle punta, brutalmente e senza equivoci. Non verso Martín. Ma verso Márquez. E quando sommi tutti i segnali, la conclusione è semplice: Honda ha già iniziato il proprio mercato. Lo sta facendo in silenzio, ma lo sta facendo. E l’immagine del 2027 è sempre più definita. Un giovane velocissimo e perfettamente adattato alle Pirelli. E Marc Márquez di nuovo vestito HRC.

Se succederà, non sarà una sorpresa: era già tutto scritto nei movimenti che stiamo vedendo ora e Francky vi avvisa con largo anticipo…

©️ Francky Longo

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