CHI VINCE PARLA, CHI PERDE SPIEGA. E SE NON PUÒ STA ZITTO.

C’è chi passa la stagione a fare autopsie tecniche, a cercare fantasmi sotto la carena, a scrivere editoriali su “crisi interne” e “gestione sbagliata”.
Poi c’è chi guarda la classifica.
E lì dentro, nero su bianco, c’è una sola verità: Ducati ha distrutto la concorrenza nel 2025.

Tutto il resto — feeling, comunicazione, vibrazioni alla ruota posteriore, le solite ipotesi da bar — vale zero quando la realtà è questa: hai vinto, hai dominato e hai portato a casa il mondiale piloti, il mondiale squadre e la stagione più schiacciante degli ultimi anni.

Chi parla di “crisi Ducati” dovrebbe prima guardare i dati. Perché se questa è una crisi, allora 90% della griglia vorrebbe esserne vittima. Settimo titolo in MotoGP, primo con Borgo Panigale. Una stagione dove ha ribaltato logiche, inerzie e avversari. Un Pilota con un braccio prima staccato, girato e riattaccato con la colla ha distrutto la concorrenza diretta, quella che sulla carta faceva più paura.

17 vittorie su 22 gare → 77,27% di win rate.

19 Sprint su 22 gare → 86,36% di win rate.

Mondiale Piloti chiuso a Settembre quando in tutti gli altri anni si parlava di lotta serrata, Mondiale Team idem.

Al Team Lenovo viene contestata la “scarsa informazione”, la “mancanza di spiegazioni”, la “scarsa comunicazione” ma su cosa!? La realtà magari è ben diversa e probabilmente Ducati stessa non può e non ha assolutamente intenzione di dare informazioni che riguardano l’unica vera débacle di questo 2025.

Gli editoriali che parlano di “gestione sbagliata della moto”, “crisi tecnica”, “silenzio comunicativo”, sembrano scritti ignorando una cosa fondamentale: il motorsport non è un concorso di opinioni, è un concorso di risultati.
Nel paddock chi vince ha sempre ragione.
Chi perde, invece, spiega.
Ducati quest’anno ha vinto tutto.
Fine della discussione.
Puoi avere la moto perfetta o la moto imperfetta — ma se tagli il traguardo per primo, hai fatto il tuo lavoro meglio degli altri.
E tutte le teorie sul “ride-height device”, “inerzia anomala”, “troppo nervosa in ingresso”… diventano rumore di fondo.
Márquez ci ha vinto un mondiale.
Gli altri ci hanno perso il sonno.

Sì, Ducati ha avuto momenti difficili.
Sì, la GP25 non era un tappeto volante tutti tutti tutti i weekend
Sì, Bagnaia ha sofferto, Bagnaia ha preso una paga che un tempo i nostri commentatori avrebbero detto “della madonna”.
Ma nel motorsport non esiste una stagione perfetta in ogni sessione di ogni gara.
Esiste una cosa sola: chi porta a casa il bottino.
E nel 2025 il bottino l’ha preso Ducati.
Tutto.
Chi vuole vedere una crisi, la inventerà sempre.
Chi vuole vedere la realtà, vede un marchio che ha cannibalizzato la MotoGP.


Ducati può anche aver gestito male certe comunicazioni.
Può aver avuto un progetto complicato.
Può aver vissuto una stagione intensa.
Ma quando vinci il titolo piloti, domini il mondiale, strappi 17 GP e 19 Sprint su 22, il giudizio finale è uno solo: Non importa cosa dicono. Importa cosa c’è scritto nell’albo d’oro.
E nell’albo d’oro 2025 c’è scritto DUCATI, maiuscolo e ripetuto più volte.

Con buona pace, ovviamente, di tutti.

©️ Francky Longo

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