DOPO GP – ROUND 3 🇺🇸L’UOMO NERO – Parte II


Scrivo queste righe con un paio di giorni di ritardo, il tempo giusto per riassettare le idee ed essere più lucidi possibile.
All’inizio del Mondiale siamo rimasti tutti sorpresi dalla bontà dell’Aprilia, sembrava quasi una cosa “momentanea”.

Abbiamo attribuito questa nuova “prestazione” dando merito più alla carcassa più rigida portata da Michelin che non all’Aprilia stessa… attribuzione che è continuata anche per il Brasile. Ma la pista si sa non mente mai ed il responso, netto e tangibile, è sotto gli occhi di tutti. L’Aprilia ha rifilato una paga della madonna anche con la carcassa “normale”, quella con la quale Ducati ha dominato gli ultimi 6 anni.

Ed è proprio in quel dominio che dobbiamo andare a ricercare le “cause” di una debacle, quella di questo inizio 2026, che sembrava impossibile agli occhi degli appassionati e fa strabuzzare gli occhi. In realtà il dominio Ducati è durato anche tanto, forse troppo, ed è bello vedere una nuova casa che alza ancora di più l’asticella. Ci sarà sicuramente una risposta Ducati.

Sicuramente c’è qualcosa che in Ducati non funziona come nel 2025, perché nelle gare Sprint la Ducati non ha problemi mentre in gara lunga soffre il consumo della gomma. Consumo della gomma che era il “suo” cavallo di battaglia negli ultimi anni.

Per chi dice che Marco Bezzecchi vince grazie alla Aprilia mi rifaccio alle parole di Marc Marquez “il binomio Moto/Pilota” è quello che conta. Bezzecchi vince grazie al lavoro di Aprilia ma soprattutto grazie al grande lavoro di adattamento, lungo tutto il 2025, alla RS-GP.

Personalmente nutro forti dubbi sulla sua vittoria del Mondiale, mantenendo assolutamente la mia “preferenza” per Marc Marquez che nonostante le carenze “fisiche” non ha perso molto terreno.
Punterei assolutamente il mio bel gruzzoletto sul 93 ma, dovendo scegliere un Pilota Aprilia, ne punterei qualcuna su Jorge Martin ed ora spiego il perché.

Jorge è un Pilota molto diverso da Bezzecchi. È un Pilota che, quando la moto funziona, sbaglia pochissimo. Basti pensare che ha vinto un Mondiale vincendo solamente 3 GP (2024) a fronte delle 11 vittorie dell’altro contendente e degli “errori” di quest’ultimo. È una grande differenza che farà prendere l’ago della bilancia a fine Mondiale su Martin, abituato a reggere questo tipo di “pressioni”. Bezzecchi in tre GP ha già buttato due Sprint (24 punti potenziali).

Quanto a Marc Marquez soltanto due parole. Mi fanno ridere, non poco, i commenti secondo i quali la Ducati sia in crisi “per colpa sua”, “per colpa del suo sviluppo”.
Marquez è stato preso per continuare vincere, non per sviluppare. Vincere è quello che ha fatto, e l’ha fatto dominando. Non come gli altri…
Semmai la colpa di una debacle Ducati è da ricercare in due fattori: il primo è il naturale “fattore sportivo”. Tutti i domini nello sport hanno una fine.
Il secondo è da ricercare in chi ha conciato così Marc Marquez, vittima di un grave infortunio dovuto alla manovra spregiudicata proprio di chi oggi sta dominando. Stop.

A chi chiede “ma possibile che Marc non abbia ancora recuperato dall’infortunio” rispondo che un Atleta a quei livelli, perché di Atleti parliamo,  non possono rimanere fermi per 4 mesi senza allenare la “forza” (Marc ha avuto il braccio e la spalla bloccate dal 5 ottobre fino a metà gennaio). Ha praticamente 4 mesi di “arretrati” rispetto al gruppo. Arriverà non vi preoccupate…

In conclusione faccio i miei complimenti ad Aprilia ed al grande lavoro fatto in inverno e soprattutto a Marco Bezzecchi che è entrato di diritto nella storia della categoria con 5 vittorie di fila e soprattutto con quella statistica pazzesca dei giri in testa consecutivi.
Naturalmente conterà vincere il Campionato del Mondo Piloti per lui.
#PorFueraGP

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