INFERNO: ANDATA E RITORNO.
2184 giorni dopo.
4 operazioni al braccio destro.
Sei anni.
Sei anni di cadute, dolori, operazioni, dubbi.
Sei anni in cui il mondo intero ha pensato che il tempo del campione fosse finito.
Da Jerez 2020 sembrava che il destino gli avesse voltato le spalle.
In Thailandia 2019 l’ultima gioia, battendo all’ultimo giro Fabio Quartararo.
Poi io baratro.
Ogni infortunio era un colpo, ogni intervento un passo indietro.
C’era chi parlava di ritiro, chi diceva che il fuoriclasse di Cervera non sarebbe mai tornato lo stesso.
Ma oggi, Marc ha riscritto la storia.
Non solo ha vinto un Mondiale dominandolo…
Ha vinto contro il dolore, contro la paura, contro il tempo stesso.
Questa non è solo la vittoria di un pilota.
È la vittoria di un guerriero.
Di un uomo che ha trasformato le cicatrici in medaglie, le lacrime in benzina, la sofferenza in gloria.
Dopo 6 anni, Marc Márquez torna sul tetto del mondo.
E questa volta non è solo un titolo ma è la più grande rivincita della sua vita.
Il più grande ritorno nello sport. Dorna lo ha paragonato a quelli di Laura, di Jordan e di Monica Seles. Io lo paragono a quello di Hermann Maier, anche se questo ritorno di Marc non ha assolutamente eguali. Neanche quelli di Sheene e Doohan, rimanendo in campo motociclistico, sono paragonabili.
Ha battuto Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Nicky Hayden nella prima “vita” motociclistica.
Poi Jorge Martin, Francesco Bagnaia, Fabio Quartararo, Joan Mir nella seconda “vita”
Tra la prima e la seconda Marc Marquez ha battuto ben 7 Campioni del Mondo della MotoGP, oltre che a Piloti come Pedrosa, Dovizioso e Pedro Acosta.
È andato nella tana del lupo, è andato dopo un anno in clienti nel Team costruito e plasmato ad immagine e somiglianza di Pecco Bagnaia, che quella moto la guida della stagione 2019 (sempre avuto moto Factory), è lo ha letteralmente distrutto.
Potrebbe anche ritirarsi domani.
Il Re è tornato, ed ha dimostrato a tutti che è unico e solo.





















