VIETATO PARLARNE.

C’è un nome che in questa stagione ha fatto discutere più di molti altri: Alex Márquez.
Troppo spesso etichettato solo come “il fratello di Marc”, oggi sta riscrivendo la propria storia.

Prendiamo Barcellona come esempio: una pista complicata, con grip ballerino e curve da interpretare al millimetro. In quel weekend Alex ha conquistato la pole, sprecato la Sprint con un errore, e la domenica ha tirato fuori una gara praticamente perfetta. Nessuna esitazione, nessuna sbavatura: ha respinto gli attacchi di Marc con freddezza assoluta e ha portato a casa un successo che pesa come un macigno.

Un successo che non è solo una vittoria, ma un messaggio:
Alex è cresciuto ed è pronto a lottare per risultati pesanti.

Qualcuno tra i ducatisti ufficiali dovrebbe iniziare a preoccuparsi, perché a parità di moto non tutti hanno brillato allo stesso modo.

I numeri parlano chiaro

C’è chi ancora dice: “È diventato improvvisamente un fenomeno… ma in MotoGP non ha mai vinto niente”.
Eppure la realtà è molto diversa:

Moto3 → 46 gare, 23 podi, 12 pole, 8 vittorie. Campione del mondo 2014 davanti a Miller e Bagnaia.

Moto2 → 89 gare, 12 podi, 3 pole, 4 vittorie. Campione del mondo 2019 davanti a gente come Martin, Bezzecchi, Di Giannantonio, Bastianini e Binder.

Due titoli mondiali non arrivano per caso.

In MotoGP ha avuto le palle ed il coraggio di esordire direttamente nel Team HRC, e nonostante ciò ha fatto decisamente meglio di un fenomeno come Jorge Lorenzo, che l’anno prima non riusciva neanche a guidarla. Certo Jorge era a fine carriera e con molti acciacchi alle spalle, ma Alex non ha assolutamente sfigurato in confronto a lui, che l’anno prima si era ritirato proprio sulla Honda.

Ha avuto due stagioni difficili in LCR ma ha saputo cogliere l’opportunità di Nadia Padovani, entrando in punta di piedi nel Team Gresini, nella stagione 2023, e battendo sin da subito il compagno di Team Di Giannantonio (177 Alex – 151 Diggia). Nel 2024 ha battuto il tanto osannato Bezzecchi, e nuovamente Di Giannantonio. (173 Alex – 165 Diggia – 153 Bezzecchi). Addirittura ha totalizzato gli stessi punti di Morbidelli che correva con la GP24.

Come ha detto lo stesso Marc, Alex è un Pilota che arriva step by step, ma quando arriva vince. Soprattutto è un Pilota molto costante, poco incline all’errore.

Michele Masini (team manager Gresini) ha raccontato più volte che Alex è arrivato con fame, dedizione e zero lamentele, dopo le difficoltà con Honda.
Non solo: accanto a Marc ha saputo imparare e crescere senza complessi di inferiorità. Oggi porta feedback tecnici preziosi e si è guadagnato il rispetto di tutta la squadra.

Non è più il “fratello di quello bravo”: è un pilota maturo, lucido e competitivo.

La domanda finale

Se davvero la GP24 fosse la moto perfetta, allora perché gli altri piloti che la guidano non hanno ottenuto i suoi stessi risultati?

Se Martín e Bagnaia negli ultimi due anni sono stati considerati sullo stesso livello, come va misurato adesso il valore di Alex Márquez, che con una moto meno aggiornata sta battendo gente che in teoria doveva essergli davanti?

La verità è semplice: la pista non mente.
E oggi la pista ci sta dicendo che Alex Márquez non è solo “il fratello di Marc”, ma un protagonista di questa MotoGP.

©️ Francky Longo

Posted in

Lascia un commento