Più voi lo fischiate ed esultate quando cade, più lui si incazza e mena in pista. Oggi è stato una furia, per la gioia del tifo giallo che ieri aveva osannato la sua caduta. Non aggiungo altro.
Sono tutti complici. Ieri, a Misano, Marc Márquez cade e una parte di tifosi esplode di gioia.
Non è tifo: è squallore.
Se ami la MotoGP, applaudi i sorpassi. Non le cadute. Non la sfortuna di un pilota.
Chi ha esultato non ha colpito lui — che continuerà a lottare per vincere.
Ha colpito noi. Ha umiliato l’Italia davanti al mondo intero.
E il silenzio della TV è stato ancora peggiore.
Chi racconta il Motorsport ha il dovere di condannare subito, senza esitazioni.
Non farlo equivale ad approvare.
Il silenzio non è neutralità. Il silenzio è complicità.
Pensateci: a Misano c’è il circuito dedicato a Marco Simoncelli, poco distante da viale Daijiro Kato. Due ragazzi caduti in pista, due nomi che l’Italia intera ha pianto.
Abbiamo versato lacrime davanti alle telecamere, ci siamo detti “mai più”.
E invece, vent’anni dopo, davanti a milioni di spettatori, qualcuno esulta per un’altra caduta.
E chi commenta, tace.
Che cosa abbiamo insegnato ai nostri figli oggi?
Che insultare è normale? Che ridere di chi cade è giusto? Che la violenza verbale si può accettare anche nello sport, così come a scuola, in strada o sul lavoro?
Noi non siamo quella curva che ha aggredito Márquez. Noi siamo meglio di così.
LA GARA
Il Gran Premio di San Marino 2025 ha regalato spettacolo, emozioni e colpi di scena sul circuito di Misano. Davanti al pubblico di casa, Marc Márquez ha conquistato una vittoria da campione, sfruttando un piccolo errore di Marco Bezzecchi e gestendo con esperienza fino alla bandiera a scacchi.
Bezzecchi era partito forte, determinato a vincere davanti ai suoi tifosi, ma un largo alla curva della Quercia ha spalancato la porta a Márquez. Da lì in poi, il campione spagnolo non ha più mollato la leadership, mantenendo un ritmo costante e difendendosi dagli attacchi del pilota VR46.
Bezzecchi ci ha provato fino agli ultimi giri, spinto dall’orgoglio e dal tifo, ma non è riuscito a completare il sorpasso. Un secondo posto che sa di occasione mancata, ma che lo rilancia in classifica generale.
Dietro di loro, Alex Márquez ha chiuso sul podio con una gara solida, senza però riuscire a impensierire i primi due.
Il colpo di scena più pesante è arrivato per Francesco “Pecco” Bagnaia, scivolato alla curva del Carro. Il campione del mondo in carica è finito nella ghiaia senza conseguenze fisiche, ma con punti preziosi persi in classifica.
Sfortuna anche per Pedro Acosta, costretto al ritiro per la rottura della catena quando si trovava in quarta posizione, proprio mentre stava costruendo una gara solida.
Con questa vittoria, Marc Márquez vola a 512 punti, sempre più leader indiscusso del campionato, nuovo record di punti nella storia del Mondiale e mancano ancora 6 GP.
Alle sue spalle la lotta per il terzo posto si infiamma: Bagnaia resta a 237 punti, ma ora ha solo 8 lunghezze di vantaggio su Bezzecchi (229).
Il Mondiale è chiuso. Adesso si apre un’altra partita, quella negli Uffici Ducati…
©️ Francky Longo

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