#MotoGP #ThaiGP #PorFueraGP
Il primo GP dell’anno 2026, l’ultimo della “stirpe” Michelin (ringraziando gli Dei), è stato dominato da Marco Bezzecchi. Imprendibile.
Se nella Sprint aveva commesso un errore ad inizio gara qui è stato impeccabile.
Nulla ha potuto uno stoico Pedro Acosta, più giovane vincitore nelle Sprint ed attuale leader del Mondiale.
Nulla ha potuto Marc Marquez, fermato da Simon Crafar il sabato e dalla gomma Michelin la domenica.
Oggi il 93 non avrebbe mai vinto, bensì sarebbe arrivato sul podio ed avremmo visto un’altra lotta con Acosta per il secondo posto.
Raul Fernandez, in quel momento secondo, perdeva mezzo secondo al giro da Acosta e Marquez che avevano guidato con più parsimonia nelle faso iniziali della gara.
La casa di Noale ne piazza quattro (tutte) nella TOP5 con la sola eccezione di Acosta e la sua KTM.
Abbiamo rivisto finalmente Jorge Martin, seppur per pochi giri, che si sta adattando bene alla RS-GP.
Sono convinto che una volta in forma sarà un bel problema per tutti, compreso Bezzecchi.
Di certo l’Aprilia ha beneficiato dalla gomma posteriore che qui ha portato Aprilia, la stessa che portò in Indonesia costruita ed introdotta per i problemi legati al caldo.
Yamaha non pervenuta.
È imbarazzante parlarne perché oltre ad un progetto tecnico ormai vetusto, ha creato un opera (V4) che sicuramente sta utilizzando per altro.
Se in Yamaha piangono, in Honda non ridono di certo. Mir si è ritirato per problemi alle gomme e la prima Honda è quella di Marini che ha chiuso decimo a 20 secondi.
Praticamente sono tornati dove li avevamo lasciati.
In casa KTM è ancora più tragica. Senza Acosta sarebbero addirittura dietro le Honda, con Binder che si è beccato 17 secondi dal vincitore, Bastianini 24 e Vinales addirittura 36.
Solamente Pedro Acosta riesce a “domare” la RC16 e rifila distacchi abissali ai compagni di marca.
Ben 12 a Binder, 19 a Bastianini e 30 a Vinales.
Infine veniamo a Ducati.
Ogni tanto capita un weekend dove misteriosamente tutte le Ducati o quasi scompaiono.
Nel 2025 era successo a Silverstone ed a Mandalika. Quest’anno siamo già partiti così, anche se senza il problema di Marc non avremmo dato tutto questo peso.
Per la prima volta dopo 88 Gran Premi non c’è una moto di Borgo Panigale sul podio, chiudendo una striscia che durava da 4 anni.
È stata solamente sfortuna, perché Marc Marquez nonostante tutto avrebbe finito sul podio e con un eventuale secondo posto sarebbe stato già in testa al Mondiale.
La prima Ducati è stata Di Giannantonio, ad oltre 16 secondi.
Poi Morbidelli ed infine Bagnaia.
Caduto Alex Marquez.
Ora la domanda che vi pongo è la seguente:
Cosa diamine è cambiato rispetto alla Thailandia 2025!?
Lei, la gomma. Una moto dominante non “impazzisce” da un anno all’altro, l’unica cosa che cambiava era proprio lei.
La decisione di portare la gomma con carcassa più rigida mira a garantire prestazioni stabili e sicurezza su una delle piste più impegnative del campionato, garantendo una maggiore resistenza della carcassa.
Lascio giudicare a voi…

Comunque un dato interessante, da quando Michelin ha portato questa carcassa la Ducati ha bucato due gomme nel giro di 3 GP (Malesia 25-Thailandia 26)..
Tra 20 giorni si corre in Brasile, circuito nuovo per tutti. Sarà interessante sapere che “carcassa” porterà Michelin e vedere se Ducati sarà ancora così dietro..
©️ Francky Longo

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